Città diffusa

La ciutat difusa, o dispersió de l’expansió urbana, són termes que indiquen un creixement ràpid i desordenat d’una ciutat. Aquest fenomen es produeix en zones perifèriques de la connotació de les zones d’expansió recents i subjecte a canvis constants. La característica distintiva de la ciutat difusa és la baixa densitat de població a les ciutats mitjanes i grans (més de 100.000 habitants); els efectes inclouen la reducció d’àrees verdes, la pèrdua de terres, la dependència dels automòbils causa de la major distància dels serveis, des del treball, des del transport públic local, i en general la falta d’infraestructura per a la mobilitat alternativa com camins per a bicicletes, voreres o passos de vianants ben connectat.

Luci della città diffusa

Daniele Vazquez (2011)

Alla vertiginosa agglomerazione urbana delle città latino-americane, asiatiche e africane si è spesso opposta la generale situazione di stagnazione e persino di declino delle grandi città occidentali. In realtà le cose stanno diversamente: negli Stati Uniti e in Europa, quella che per decenni è stata chiamata urbanizzazione diffusa delle campagne è divenuta una nuova forma di città, i cui più recenti mutamenti socio-spaziali sono ancora relativamente opachi all’indagine statistica e urbanistica.

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La città diffusa, “happy end” della storia urbana? Il “caso” Belgio

Bénédicte Grosjean (2010)

Comincerò con il presentare il territorio belga, nella situazione attuale, cercando di effettuare quanti più paragoni possibili con la situazione italiana. L’esercizio consisterà, in questa prima parte, nel cercare di mostrare in che senso anche il Belgio è una città diffusa.

Ma per poter fare questo esercizio, dovrò ricorrere a vari strumenti metodologici, per descrivere diversi aspetti del territorio; i limiti di ciascuno di questi strumenti mi obbligano a porre ancora una volta, la domanda “che cos’è, esattamente, la città diffusa” e “quale posto occupa nella storia delle città”.

Per riflettere su questo vedremo nella seconda parte qual era la situazione del territorio belga cent’anni fa, in un’epoca che si potrebbe invece chiamare “l’era delle metropoli”.

E concluderò, infine, nella terza parte, con un confronto tra ieri e oggi, che mi consentirà di ricollocare la situazione attuale nella sua evoluzione. Tutto ciò dovrebbe rimettere in discussione, a mio parere, ciò che si pensa oggi dell’urbanizzazione diffusa in Belgio

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La città: bisogni, desideri, diritti. La città diffusa: stili di vita e popolazioni metropolitane, Angeli, Milano

Giampaolo Nuvolati e Fortunata Piselli, 2009

Il volume presenta, con diverse prospettive e sfaccettature di analisi, le trasformazioni urbane della società globalizzata e, in particolare, analizza i fenomeni di redistribuzione residenziale che hanno contribuito a definire gli schemi di crescita urbana negli ultimi decenni e le ripercussioni che tutto ciò determina sull’apertura e sulla fruibilità quotidiana della città.

All’interno dell’attuale fase di sviluppo della società globalizzata la città e la vita urbana si trovano a essere investite da una profonda ondata di cambiamenti. Questi processi incidono da un lato sulla configurazione spaziale della città, e si riflettono anche nelle politiche di progettazione urbana, dall’altro determinano una riconfigurazione della morfologia sociale della città e un continuo cambiamento nelle modalità d’uso degli spazi urbani.

I saggi riuniti nel volume presentano un insieme di contributi che tratta, con diverse prospettive e sfaccettature di analisi, questo duplice insieme di trasformazioni. In particolare, vengono analizzati i fenomeni di redistribuzione residenziale che hanno contribuito a definire gli schemi di crescita urbana negli ultimi decenni e le ripercussioni che tutto ciò determina sull’apertura e sulla fruibilità quotidiana della città, ponendo in rilievo il modo in cui le nuove popolazioni urbane entrano in complessi rapporti di interazione con la città stessa.

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Dalla città diffusa all’arcipelago metropolitano

Francesco Indovina (2009)

Il testo affronta una delle più rilevanti trasformazioni nell’organizzazione del territorio, causata da modifiche nell’organizzazione economica e negli stili di vita, con il rilevante apporto delle nuove tecnologie. Il fattore fondamentale di questa trasformazione è individuato nella diminuita “forza” dell’agglomerazione, motore potente della crescita urbana. Oggi vantaggi che derivavano dall’agglomerazione possono manifestarsi anche nella “diffusione” territoriale, che riduce anche gli svantaggi della concentrazione. La città tradizionale, quella città a cui ci si riferisce convenzionalmente con questo sostantivo, continua a svolgere proprie funzioni, anche se modificate rispetto al passato, mentre una nuova condizione urbana e metropolitana si afferma in un contesto diffuso. Città di città, arcipelago metropolitano sono i termini che si usano più frequentemente per nominare questa nuova forma di metropoli. Non siamo di fronte ad una crisi della condizione urbana ma, al contrario, al suo affermarsi in una condizione fisica-morfologica diversa. I saggi raccolti si propongono anche di testimoniare il percorso di ricerca, più che decennale, di un gruppo di ricercatori. In una fase di spappolamento e di egotismo senza limiti e ritegno, dare conto di un lavoro collettivo non pare un aspetto secondario.

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La città diffusa: costi e vantaggi

Martinotti, Guido (2008)

Alcune osservazioni critiche sul fenomeno, le sue variabili e manifestazioni, i modi di studiarlo e giudicarlo. Intervento al Festival Città Territorio, Ferrara aprile 2008.

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Le ragioni della scelta insediativa nella città diffusa

Ezio Micelli, 1998

This is an article from Aestimum journal, dedicated to the methodological study of appraisal and land economics.

Sulla base dell’analisi dei prezzi immobiliari, lo studio ha effettuato una prima ricognizione delle preferenze collettive sottese alle scelte insediative individuali entro la città diffusa. I modelli di analisi dei valori immobiliari hanno evidenziato come il segmento di mercato in esame si distingua per preferenze orientate alla qualità privata del fabbricato e dell’alloggio quali il livello del piano, la presenza di terrazze e balconi, la presenza del giardino privato e di opere di sistemazione dell’immediato intorno del manufatto. La qualità insediativa, intesa come qualità del patrimonio storico architettonico e dell’ambiente, non si è rivelata invece in grado di influenzare la formazione del valore. Sotto l’aspetto localizzativo, i modelli hanno invece evidenziato l’importanza della rete viaria a carattere metropolitano e delle nuove strutture del terziario commerciale: entro una struttura territoriale a rete, tali infrastrutture sembrano giocare un ruolo chiave nell’ambito della scelta insediativa.

Nulla vieta di ritenere che altri segmenti della domanda si orientino su direttrici alternative, adottando preferenze in contrasto con quelle rilevate in questa sede. Tuttavia, la vivacità del segmento preso in esame – soprattutto in riferimento alla debolezza di alcuni mercati delle aree centrali – conferma la rilevanza dell’indagine svolta e delle analisi che sulla base di quest’ultima è possibile sviluppare.

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Figure e luoghi della città diffusa

Rosario Pavia, 1995

La città contemporanea, nelle sue forme del decentramento e della diffusione, presenta notevoli difficoltà interpretative sul piano concettuale e operativo.

In un saggio recente, Françoise Choay ha messo bene in luce il cambio di scala tra la città tradizionale e quella contemporanea (post-urbana). La frattura è recente. Françoise Choay riconosce nella città consolidata un principio di continuità, di narrazione, di interrelazione tra le scale. Dalla città medievale a quella classica e a quella moderna è possibile rintracciare la lunga durata delle regole e dei dispositivi dell’organizzazione spaziale. La frattura è collocata, per Parigi e la Francia, intorno agli anni ‘50-‘60. Per l’Italia, in particolare la “terza Italia”, dove la diffusione recente si sovrappone ad un tradizionale decentramento insediativo, la datazione ha ancora più senso.

Come analizzare le forme recenti dell’edificazione? Cosa si nasconde dietro l’apparente mancanza di scala e di regole?

Per descrivere le nuove forme della città, occorrerebbe un atteggiamento simile a quello di Gianni Celati.

Mentre Balzac narrava l’ambiente urbano di Parigi che, dispiegandosi come un racconto, rivelava il suo intreccio, i suoi segreti, ma anche le sue correlazioni e la sua continuità; Celati si accosta ai diversi frammenti della città dispersa, ne seleziona le immagini, le interroga intensamente (“l’intensa osservazione del mondo ci rende meno apatici, meno separati da noi stessi”).

Se Balzac osservava con partecipazione, identificandosi con la topografia di Parigi, Celati ha bisogno, invece, di “liberarsi dai codici familiari…, di andare alla deriva in mezzo a tutto ciò che non si capisce”.

In un certo senso, le cose stanno proprio in questi termini. La città contemporanea appare indecifrabile: un magma senza ordine di spazi, di oggetti, di relazioni.

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Periferie e città diffusa: il policentrismo come ipotesi di riorganizzacione

Gabriella Di Vito, Federica Follesa e Lorenzo A. M. Murmura (Università di Roma la Sapienza)

According to the spread suburbs development – a new contemporary peripherical districts –  the authors propose polycentrism as a re-organization and re-qualification method, based on a new way of living: the territorial one. But this can work only if distinct areas are accessible. Due to support the polycentrism urban/territorial structure they focus on two main nets, the one linked to the other to realize a new meaning of rhythm of landsmarks (centrality net) and length of accessibility (mobility net).

Two excellent example to support the idea of polycentrism, referred to nets:

Centrality net: it is proposed an integrated project based on 36 municipalities – “Programma di Sviluppo Integrato delle Colline Romane” where, according to UE suggestions, all services are planned in a territorial vision,

Mobility net: starting from the idea that “permeability must be the basis for any democratic sustainable urban layout”, it is focused on problems that some citizens (children – old people, poor people…) can have approaching elementary system. Instead of planning new infrastructures, it is proposed a re-vitalization of the existent also with a strong evaluation of public transport role. It is described Memorario, a project (for a main part already realized) based on new regional railway timetables. Memorario has been able to match urban regeneration and to introduce a new territorial net, based on rhythm and time of accessibility.

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